Carlo Croce della Ohio University
ha individuato nei microRna
i responsabili delle neoplasie al seno, ai polmoni e alla prostata
Scoperto da un italiano in Usa il
fattore scatenante dei tumori
"Adesso potremo lavorare a diagnosi e terapie
molto migliori"
Il professor Carlo Croce
ROMA - La scoperta di uno scienziato italiano che lavora negli
Stati Uniti aprirà nuove strade nella lotta contro alcuni tra i tumori
più diffusi. Carlo Croce, dell'università dell'Ohio aveva individuato in
studi precedenti un fattore capace di scatenare diverse forme dei tumori
solidi più comuni, come quelli di seno, polmoni e prostata. Nello studio
- finanziato anche dal ministero della Salute e da quello
dell'Istruzione, Università e Ricerca, e pubblicato sulla rivista
dell'Accademia Americana delle Scienze, PNAS - Croce dimostra quale
ruolo abbiano nella formazione dei tumori i frammenti di materiale
genetico.
Da tempo Croce studia un ristretto gruppo di semplicissime molecole,
frammenti di materiale genetico, appunto, chiamati microRna, che hanno
un ruolo di primo piano nel funzionamento dei geni. Ora lo studioso
italiano ha fornito le prove che i microRna sono alla base dei tumori
più diffusi e di molte altre neoplasie, finora ritenute fondate per lo
più su meccanismi molecolari distinti.
La ricerca mostra che una ventina di microRna si ritrovano costantemente
coinvolti in sei tipi di tumori solidi. Croce è stato il primo
scienziato capace di intravedere in questa famiglia di molecole,
considerate solo fino a pochi anni fa inutili per le cellule, un ruolo
chiave nel cancro.
L'ultimo studio è stato condotto su 540 campioni e ha dimostrato che
molti tumori apparentemente molto diversi condividono dei meccanismi di
sviluppo comuni, fondati appunto sull'azione dei microRna. Questi ultimi
sono frammenti di materiale genetico lunghi 22 nucleotidi (i mattoncini
di base di cui si compone il materiale genetico) o poco più,
piccolissimi rispetto per esempio alla lunghezza di un gene, che può
essere fino a migliaia di volte più lungo.
Insieme a Stefano Volinia e George Calin, entrambi dell'università
dell'Ohio, Croce ha raccolto 540 biopsie di tumori di seno, stomaco,
pancreas, polmoni, prostata e colon ed eseguito studi sul livello di
attività dei microRna in questi tessuti, confrontando questi risultati
con quelli relativi a tessuti sani prelevati dagli stessi organi.
I risultati non lasciano spazio a dubbi: 137 differenti microRNA sono
espressi (ovvero prodotti dai geni corrispondenti) in almeno la metà dei
tumori considerati e, di questi, 43 si comportano in maniera tale da
consentire agli scienziati di distinguere tra tessuti normali e tessuti
maligni. Dei 43 microRNA, inoltre, circa 21 non funzionano a dovere in
almeno tre delle neoplasie considerate e l'alterata attività di alcuni
di loro è comune a sei differenti tumori. Gli scienziati hanno definito
questo gruppetto di miRNA la 'firma molecolare' dei tumori solidi.
Gli scienziati hanno anche scoperto alcuni geni bersaglio dei microRNA,
fra i quali hanno individuato geni direttamente coinvolti nella comparsa
dei tumori, come quello del retinoblastoma-1 (RB1). La scoperta di
questo marchio molecolare comune a più tumori è importante, ha detto
Croce, perché mostra come molte forme di cancro condividano gli stessi
processi genetici. Stringere il cerchio intorno ai più attivi di questi
microRNA, ha aggiunto lo scienziato italiano, fornisce una guida per
orientarsi nella ricerca futura.
"Sappiamo che ci sono centinaia di micro RNA - ha osservato Croce - e
che alcuni di essi possono avere diversi geni bersaglio. Trovare quelli
che compaiono sempre in diversi tipi di cancro aiuterà a progettare
nuovi e migliori interventi".
Secondo gli studiosi il ruolo dei microRNA nel cancro può avere varie
sfaccettature: queste molecole, come gli oncogeni, potrebbero
promuoverne la crescita, oppure la loro presenza, come fossero geni
oncosoppresori, potrebbe essere determinante per prevenire il tumore.
Inoltre, ha rilevato Croce, potrebbe essere che lo stesso microRNA sia
troppo abbondante in un tumore e carente in un altro, ovvero che lo
stesso microRNA abbia un ruolo diverso di tumore in tumore.
"E' una nuova genetica del cancro - sottolinea Croce - che ci fornisce
più opportunità di diagnosi, prognosi e terapia". Secondo Croce gli
stessi microRNA potrebbero essere usati un giorno come trattamenti: se
si potessero sostituire microRNA persi in alcuni tipi di cancro o
eliminare quelli in eccesso in altri, forse si potrebbero prevenire i
primi passaggi che promuovono lo sviluppo di una neoplasia.
(30 gennaio 2006)