Articolo apparso su http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni/scienza_e_tecnologia/tumorcal/microrna/microrna.html
 

Carlo Croce della Ohio University ha individuato nei microRna
i responsabili delle neoplasie al seno, ai polmoni e alla prostata
Scoperto da un italiano in Usa il fattore scatenante dei tumori
"Adesso potremo lavorare a diagnosi e terapie molto migliori"
 

<B>Scoperto da un italiano in Usa<br>il fattore scatenante dei tumori</B>
Il professor Carlo Croce


ROMA - La scoperta di uno scienziato italiano che lavora negli Stati Uniti aprirà nuove strade nella lotta contro alcuni tra i tumori più diffusi. Carlo Croce, dell'università dell'Ohio aveva individuato in studi precedenti un fattore capace di scatenare diverse forme dei tumori solidi più comuni, come quelli di seno, polmoni e prostata. Nello studio - finanziato anche dal ministero della Salute e da quello dell'Istruzione, Università e Ricerca, e pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze, PNAS - Croce dimostra quale ruolo abbiano nella formazione dei tumori i frammenti di materiale genetico.

Da tempo Croce studia un ristretto gruppo di semplicissime molecole, frammenti di materiale genetico, appunto, chiamati microRna, che hanno un ruolo di primo piano nel funzionamento dei geni. Ora lo studioso italiano ha fornito le prove che i microRna sono alla base dei tumori più diffusi e di molte altre neoplasie, finora ritenute fondate per lo più su meccanismi molecolari distinti.

La ricerca mostra che una ventina di microRna si ritrovano costantemente coinvolti in sei tipi di tumori solidi. Croce è stato il primo scienziato capace di intravedere in questa famiglia di molecole, considerate solo fino a pochi anni fa inutili per le cellule, un ruolo chiave nel cancro.

L'ultimo studio è stato condotto su 540 campioni e ha dimostrato che molti tumori apparentemente molto diversi condividono dei meccanismi di sviluppo comuni, fondati appunto sull'azione dei microRna. Questi ultimi sono frammenti di materiale genetico lunghi 22 nucleotidi (i mattoncini di base di cui si compone il materiale genetico) o poco più, piccolissimi rispetto per esempio alla lunghezza di un gene, che può essere fino a migliaia di volte più lungo.
 


Insieme a Stefano Volinia e George Calin, entrambi dell'università dell'Ohio, Croce ha raccolto 540 biopsie di tumori di seno, stomaco, pancreas, polmoni, prostata e colon ed eseguito studi sul livello di attività dei microRna in questi tessuti, confrontando questi risultati con quelli relativi a tessuti sani prelevati dagli stessi organi.

I risultati non lasciano spazio a dubbi: 137 differenti microRNA sono espressi (ovvero prodotti dai geni corrispondenti) in almeno la metà dei tumori considerati e, di questi, 43 si comportano in maniera tale da consentire agli scienziati di distinguere tra tessuti normali e tessuti maligni. Dei 43 microRNA, inoltre, circa 21 non funzionano a dovere in almeno tre delle neoplasie considerate e l'alterata attività di alcuni di loro è comune a sei differenti tumori. Gli scienziati hanno definito questo gruppetto di miRNA la 'firma molecolare' dei tumori solidi.

Gli scienziati hanno anche scoperto alcuni geni bersaglio dei microRNA, fra i quali hanno individuato geni direttamente coinvolti nella comparsa dei tumori, come quello del retinoblastoma-1 (RB1). La scoperta di questo marchio molecolare comune a più tumori è importante, ha detto Croce, perché mostra come molte forme di cancro condividano gli stessi processi genetici. Stringere il cerchio intorno ai più attivi di questi microRNA, ha aggiunto lo scienziato italiano, fornisce una guida per orientarsi nella ricerca futura.

"Sappiamo che ci sono centinaia di micro RNA - ha osservato Croce - e che alcuni di essi possono avere diversi geni bersaglio. Trovare quelli che compaiono sempre in diversi tipi di cancro aiuterà a progettare nuovi e migliori interventi".

Secondo gli studiosi il ruolo dei microRNA nel cancro può avere varie sfaccettature: queste molecole, come gli oncogeni, potrebbero promuoverne la crescita, oppure la loro presenza, come fossero geni oncosoppresori, potrebbe essere determinante per prevenire il tumore. Inoltre, ha rilevato Croce, potrebbe essere che lo stesso microRNA sia troppo abbondante in un tumore e carente in un altro, ovvero che lo stesso microRNA abbia un ruolo diverso di tumore in tumore.

"E' una nuova genetica del cancro - sottolinea Croce - che ci fornisce più opportunità di diagnosi, prognosi e terapia". Secondo Croce gli stessi microRNA potrebbero essere usati un giorno come trattamenti: se si potessero sostituire microRNA persi in alcuni tipi di cancro o eliminare quelli in eccesso in altri, forse si potrebbero prevenire i primi passaggi che promuovono lo sviluppo di una neoplasia.

(30 gennaio 2006)

 

 

Il commento del Dr. Tullio Simoncini


Si possono fare alcune considerazioni di tipo formale e sostanziale.

Dal punto di vista formale si nota il messaggio forte “scoperto… il fattore scatenante dei tumori” che è completamente mendace e fuorviante, in quanto, leggendo l’articolo dice tutto e non dice niente, se non ripetere la solita litania (ripetuta da quasi 100 anni) che prevede importanti risvolti possibili nel futuro.

Quello che è stato scoperto, difatti, è un elemento molto più piccolo dei geni cui viene addebitata una non precisata azione oncogena, che ricalca tutta la visione genetica del cancro.

Nella sostanza, però, l’analisi esasperata di un sistema non aggiunge niente all’idea di base, cioè non è estensiva; e se l’idea di base è fallimentare, come lo è la genetica, i suoi sottoprodotti sono anch’essi fallimentari.

L’articolo quindi è la solita trovata di propaganda, che cerca di convincere la società della bontà della ricerca e dell’imminente soluzione del problema cancro.

A queste fandonie, però, siamo ormai tutti abituati; non incantano più nessuno anche se vengono confezionate con i soliti ingredienti del ricercatore esule appassionato, in terra d’America ecc. ecc.

Lo spettacolo è deprimente.